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carciofi alla romana

Alla scoperta dei piatti romani tipici del Natale

dolci di natale

Non manca molto all’arrivo delle feste di Natale, e moltissime città italiane si stanno già dando da fare per arrivare preparate all’appuntamento. Tanti saranno infatti gli eventi che contribuiranno a rendere le celebrazioni ancora più magiche.

Le feste sono anche l’occasione ideale di mettersi in viaggio e andare alla scoperta dei luoghi più caratteristici della Penisola. Da nord a sud, saranno tante le sorprese che illumineranno i centri abitati e attireranno frotte di turisti e di curiosi.

Tra le città più gettonate non poteva mancare la capitale, Roma. La città eterna possiede infatti un fascino unico, e l’atmosfera che si respira in occasione delle feste natalizie nei tanti vicoletti che compongono il suo enorme centro storico è capace di conquistare il cuore dei fortunati visitatori. Il consiglio a chi volesse pianificare un tour della città sotto le feste, anche se per pochi giorni, è quello di farlo con un certo anticipo, e di prenotare un albergo tra i tanti messi a disposizione sul sito di Hotels.com.

In apertura facevamo riferimento agli eventi caratteristici in occasione del Natale, e certamente la capitale organizzerà molti appuntamenti quali concerti, spettacoli, visite guidate a altro ancora, prima e subito dopo le feste. Ma c’è dell’altro, e riguarda una delle tradizioni più antiche ed apprezzate della capitale: i piatti tipici della cucina romana. Sono tanti, divisi equamente in pesce, zuppe e dolci, e ognuno trova la sua collocazione nei giorni salienti delle feste di Natale.

Fatto salvo che ogni famiglia romana apporta le modifiche che crede, i piatti tipici della tradizione si dividono sostanzialmente in piatti di terra, piatti di mare, zuppe e dolci. Immancabile è la classica frittura, di pesce e verdure, con un occhio di riguardo alla regina delle fritture natalizie romane: la frittura di baccalà. La presenza di questa autentica delizia è costante sulle tavole di tutto il territorio romano, provincia inclusa, e trova posto tra un pasto e l’altro come antipasto o come secondo piatto vero e proprio. A decretarne il successo è la sua estrema semplicità di preparazione. Dopo aver lasciato il baccalà a dissalare per alcune ore, sono sufficienti infatti farina e acqua minerale per preparare la pastella che lo avvolge come una coperta dorata e croccante. Il pesce viene poi immerso nell’olio di semi in una padella e rigirato regolarmente e con una certa cautela per fare in modo che la cottura sia omogenea. La versatilità del baccalà fa sì che possa essere consumato in qualunque momento.

baccalà

Chi volesse invece seguire, per così dire, una scaletta più tradizionale e sapere cosa ordinare in uno dei tanti ristoranti caratteristici della Capitale, può fare riferimento a un’abitudine ormai consolidata, e cioè quella di aprire le danze con un primo a base di spaghetti alle vongole, un altro piatto semplice ed estremamente gustoso. Prezzemolo, aglio, sale, pepe, olio extravergine d’oliva, spaghetti e vongole veraci sono il segreto che si nasconde dietro questa prelibatezza. Come per la maggior parte dei piatti della tradizione italiana, la chiave è la scelta degli ingredienti e la quantità, quindi assicuratevi che tutti i prodotti siano freschi. Alcune famiglie amano versare alcune gocce di vino bianco per creare un contrasto delicato con gli altri sapori. Un altro secondo molto popolare, ancora a base di pesce, è la seppia con i piselli. Per la cena si serve solitamente una zuppa a base di verdure.

La giornata di Natale prevede piatti molto ricchi e diversi tra loro. Come primo si servono lasagne o fettuccine alla romana, un altro piatto tipico della tradizione che dimostra che non servono ingredienti ricercati e costosi per dare vita a un piatto eccezionale. Bastano infatti alcuni accorgimenti, come l’aggiunta di funghi secchi, grasso di prosciutto, pomodorini, pecorino e olio d’oliva per avere un primo coi fiocchi. Seguono poi l’abbacchio al forno con le patate, i carciofi alla romana, fatti rosolare in padella con mentuccia fresca ed aglio, o alla giudia, immersi nella pastella e fritti, e tutta una varietà di formaggi freschi e stagionati. Tra i dolci, infine, i popolari pandoro e panettone hanno di fatto sostituto quelli più tradizionali, come il pangiallo. Per questi e altri piatti tipici della cucina romana si può visitare questo sito.

carciofi alla romana
Insomma, chi volesse celebrare le feste nella città eterna è avvisato: dopo una visita delle sue bellezze, non può assolutamente non concedersi una sosta in una trattoria e assaggiare alcune delle prelibatezze presenti sul menù. Perché si sa, gli antichi avevano ragione quando dicevano: mens sana in corpore sano!

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