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Nocino fatto in casa

E’ consuetudine largamente diffusa quella che vede la notte di San Giovanni Battista come data canonica per la raccolta delle noci immature destinate alla confezione del nocino familiare. Gli erboristi definiscono questo momento preciso col termine di “tempo balsamico”.

Nella più breve arcatura notturna dell’anno una tradizione ampiamente consolidata riconosce al frutto della noce, ancor verde nella drupa, la sua fase ideale per l’infusione, motivandone la raccolta col suo maggior profumo, i tessuti più turgidi di linfa, le cellule più ricche di oli essenziali, di principi attivi, di vitamine.

Queste le ragioni valide scaturite da più moderne considerazioni, ma un tempo, ed ancor oggi in larga parte, l’irrazionalità apparente di una raccolta notturna ubbidiva a leggi molto più labili, meno decifrabili razionalmente, si abbandonava al ” pathos” di una straordinaria coralità di popolo che nel ritrovarsi a credere ed a sentire medesime ancestrali suggestioni riviveva un’antica memoria, rendendola fantastica per esorcizzarla dei viscerali terrori che le tenebre hanno sempre evocato nell’uomo.

Non a caso poi la curiosa assonanza tra le due voci latine ” nox et nux” notte e noce, ha creato un indefinibile legame che già nella classicità veniva riconosciuto nel verso: ” Sic mihi Nox, Nux Fuit ante diem” ( Così per me ci fu, prima del giorno, la Notte e la Noce).

Tratto da: ” Il nocino” di Renato Bergonzini

Vorrei aggiungere che le noci devono essere non trattate e la giusta consistenza si valuta forandola con uno spillo e spaccandola a metà con un coltello ed è proprio questo il motivo per cui quest’anno non ho aspettato il 24 giugno, come la tradizione vuole, ma ho iniziato prima. Le noci erano pronte, anzi qualcuna stava già formando il guscio e ho fatto un po’ più fatica a tagliarle.

Ringrazio la mia amica Katia che è stata così gentile da raccoglierle e portarmele fino a casa….sei un tesoro!

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IMG_4228aRicetta del nocino secondo l’antica tradizione modenese:

Ingredienti

1 litro di alcool 95°

700-900 g di zucchero (io 800 g in media stat virtus)

1 kg di noci (circa 35-37 e comunque sempre dispari)

chiodi di garofano e cannella in minime quantità (facoltativo)

Preparazione

1. Lavare ed asciugare bene le noci, tagliare in quattro parti. Mi raccomando usate guanti di plastica molto resistenti, per evitare di macchiarvi.

IMG_4235a2. Metterle poi in un contenitore di vetro (senza guarnizioni di plastica) e aggiungere lo zucchero. Conservarle al sole per 2 giorni e mescolare di tanto in tanto. Coprire con un piattino.IMG_4243a3. A questo punto unire l’alcool e gli aromi, mescolare e metterlo in una zona parzialmente esposta al sole. Ricordarsi di mescolarlo di tanto in tanto.IMG_4502a4. Dopo 60 giorni il prodotto ottenuto va filtrato e imbottigliato in bottiglie di vetro scuro. Chi ha la fortuna di possedere le botticelle di legno di rovere o di castagno può lasciare il prodotto ad affinare prima di imbottigliarlo. Ovviamente io “cittadina”   ho imbottigliato e conservato il nocino in un luogo fresco al buio. Il tempo consigliato perchè si possano apprezzare tutte le caratteristiche organolettiche di questo fantastico liquore è di 12 mesi. Lo scorso anno a Natale, quindi dopo 6 mesi, l’abbiamo assaggiato ed era eccezionale!

IMG_4228aUna fantastica idea regalo!

Bene ora tocca a voi, sono sicura di avervi incuriosito e buon lavoro!

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